Appunto di Romano Benini per Fondazione Creativi Italiani.

9′ di lettura

La nota di fondo

La nota di fondo rispetto all’attività della Fondazione ed ai contenuti che la animano dovrebbe essere la riconnessione tra etica ed estetica, usando quindi la leva dell’estetica, nelle sue diverse forme e rappresentazioni, come strumento simbolico ed emozionale che richiama l’etica.

Etica come saper stare insieme, crescere insieme, vivere insieme, insomma quell’amore che Dante ci ricorda sia il motore ed energia dell’esistenza.
La promozione dell’arte come fattore di consapevolezza e conoscenza costituisce una ragione di fondo costitutiva della Fondazione.

Data la nota di fondo conseguentemente il punto che potrebbe essere richiamato nelle diverse iniziative è appunto la necessità di reagire alla follia dominante e diffusa dei nostri tempi, ossia appunto la voluta ed evidente disconnessione tra etica ed estetica dell’agire umano nelle sue diverse forme.

Rimettere al centro il fattore umano in un’epoca di grande espansione delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale significa agire in primis per una riconnessione, che riconnette etica ed estetica e che per farlo definisce ed agisce attraverso diverse riconnessioni, in primo luogo quella che riguarda la persona, nel rapporto tra Se ed Io, tra immaginazione ed azione etc…e che poi agisce nella società e nell’economia attraverso la leva della cultura.

I temi

Data questa nota di fondo possiamo elencare alcuni temi che rendono evidente l’impatto della disconnessione prevalente e l’evidenza del bisogno della riconnessione, nella sua dimensione intima e pubblica.

  1. La prevalenza del brutto, del rozzo, del maleducato. Riflessione su come in questa fase sia stato accettato ad ogni livello il prevalere delle diverse espressioni del brutto, sia sul lato estetico che nelle modalità relazionali e persino nella politica.
    Lo “sdoganamento”, l’accettazione passiva della bruttezza e la sua presenza costante nei luoghi, nelle relazioni, nelle forme e nei sentimenti è una delle conseguenze più evidenti della disconnessione tra etica ed estetica.
    Dalle forme dell’estetica a quelle della politica, l’assenza di ascolto e di comprensione evidenza la forza diabolica della divisione (appunto dal greco DiaBallon) e mostra un sistema di relazioni che, dagli individui alle nazioni, porta con sè la conseguenza dell’inestetica, ossia la violenza, che è il segnale potenziale racchiuso in ogni forma di eccesso. Brutto è infatti tutto ciò che si fa “fuor di misura”.
  2. L’estetica contro l’anestetica. L’assenza di cura di sè è complementare alla disattenzione verso gli altri. L’inestetica diventa anestetica, ossia incapacità di provare sentimenti ed emozioni (estestike è in greco “sentimento”, percezione fisica di uno stato d’animo ed è questo il ritorno alla bellezza che va promosso, ossia il ritorno alla capacità di sentire).
    Riflessione e confronto sulla perdita dell’educazione e del senso del gusto, come fattore di convivialità, conoscenza e cultura. La sfida della riappropriazione del sé, dell’identità relazionale attraverso la capacità di rispondere al richiamo, alla chiamata della bellezza (dal greco Kalè, la bellezza è anche una chiamata da parte degli Dei, come ci ricorda Platone, in inglese appunto chiamata è to Call e la parola bellezza è nella radice del verbo chiamare, in greco Kaleo a significare che la bellezza è una forza attiva e relazionale o non è).
  3. I paradigmi inversi. La confusione di quest’epoca è data dagli eccessi, da una società costruita e plasmata sulla spinta ad eccedere, troppo lavoro, troppo consumo, troppa produzione, per alimentare ossessioni e dipendenze, dal denaro alla droga. Il ritorno alla semplicità è anche una vera e propria sfida etica e culturale, oggi assolutamente rivoluzionaria, che comporta anche una dimensione estetica.
    La rivoluzione francese coincide con la reazione alla fase finale del Rococò, in cui l’estetica diventa fine a sé stessa, pura forma senza contenuto, e quindi senza più significato.
    Ed è esattamente cosa sta accadendo all’arte contemporanea occidentale, divenuta mero oggetto di arredamento. Bisogna reagire anche alla uccisione del senso, del contenuto nelle forme. Per fermare questa deriva bisogna individuare i comportamenti che la determinano e ricondurli ad armonia. L’estetica come rieducazione al senso.

Le modalità: parliamo di Cristo in Chiesa

Le modalità possibili per affermare questa nota di fondo della funzione e della tensione che anima la Fondazione e per aggregare intorno a questa possono essere le seguenti:

  • Collegare seminari a mostre od eventi; ossia collegare approfondimenti etici ed estetici, selezionando artisti in grado di rendere evidenti in chiave estetica i principi, gli stimoli e gli eventuali testi che si vanno ad approfondire nei dialoghi e nei seminari presenti e complementari all’evento estetico.
  • Per esempio, come da allegato, si affronta il tema dell’inclusione, dei rifugiati e delle migrazioni scegliendo un artista o più artisti, promuovendo una mostra e collegando questo evento alla presenza, nello stesso contesto, di un incontro, di un dibattito, di un confronto sul tema al quale l’arte presente offre la chiave estetica e simbolica.
  • Sembra strano ma questo non accade quasi mai. Proprio perché arte e senso sembrano essere state allontanate. Come non si parla mai di DIO in Chiesa (perché la Chiesa si usa oggi solo per far parlare DIO o per parlare con DIO e non più per parlare di DIO? questo non accadeva nel passato, quando le chiese erano luoghi di assemblea ed incontro e non solo di celebrazione…) al tempo stesso anche le manifestazioni artistiche ed estetiche più simboliche di temi etici sono raramente anche i luoghi in cui è possibile conoscere testi, sentire esperti e lanciare proposte sui temi etici collegati o collegabili all’esperienza estetica.
  • In questo modo la riconnessione con l’etica di cui si vuol parlare e che costituisce oggetto del contenuto degli eventi viene comunicato anche attraverso la sua dimensione estetica, che può andare dalla performance, al pezzo teatrale, alla mostra di artisti, alla mostra di fotografie ed ovviamente anche alla sfilata di Moda.